Byron’s hair

Location: Istituzione Biblioteca Classense, via Baccarini 3 Ravenna (Italy)

Contributors: Claudia Giuliani, Diego Saglia

Made of gold decorated with enamel, this medallion contains a lock of George Gordon, Lord Byron’s hair. The hair is dark and fastened by a small cord. This jewel is part of Teresa Gamba Guiccioli’s collection of souvenirs, letters and manuscripts kept at Ravenna’s Biblioteca Classense (Classense Library) and donated by the Gamba heirs in 1949.

It was given to Teresa by Byron on the eve of his departure for Greece in July 1823, after a relationship of more than four years. It is preserved together with other such love-tokens: another medallion commissioned by Byron in Genoa before leaving, made from intertwining the two lovers’ locks of hair and bearing Teresa’s “TGG” monogram; a braided lock of Teresa’s hair; and other locks of the poet’s hair, sometimes kept in paper wrappers with her own signature, which Byron gave her at various times during their relationship. The last lock of Byron’s hair in the collection was cut after his death in Greece, where he passed away with her medallion still round his neck, hanging from a cord made of hair. The collection is complete, with cards containing Teresa Gamba’s autograph.

Byron’s preference for this type of remembrance has a notable literary and cultural pedigree. A couple of examples may suffice: in Julius Caesar Shakespeare writes that the Romans used to ask Caesar for hair as a souvenir; and in Ugo Foscolo’s Jacopo Ortis the protagonist weaves a lock of his own hair into the braid secretly given him by Teresa. Moreover, we should not forget the plait of hair which Lucrezia Borgia gave to Pietro Bembo, which Byron saw at the Ambrosiana Library in Milan. Our medallion belongs to a type of “sentimental” jewellery that was extremely popular with all social classes in the nineteenth century. The scholar Elisabetta Gulli Grigioni has associated this jewellery with what she calls “tricophile sentimentalism”, a form of social fetishism proper to European cultures in various ages. The exchange of hair in jewellery or in artistic containers, reworked or collected and offered in its “natural” form as in this case, carries mainly sentimental, emotional or erotic overtones, as well as occasionally ironic ones. It is also a way of memorializing death.

All of these features are present in Byron’s gifts of hair. He was himself the recipient of this kind of gift during his youthful trip to Spain, as he wrote in a letter to his mother. He also frequently gifted his own hair. In his biography of Byron, André Maurois mentions his giving hair, sometimes with derisory or ironic intentions, to Lady Frances Wedderburn Webster and Caroline Lamb (to whom he actually gave some of a servant’s hair). His half-sister Augusta sent him some of her own hair in 1813, while the poet had two brooches made for her with their hair twisted to form their initials and the crosses that recur in Byron’s love letters. Claire Clairmont sent him some hair of their daughter Allegra after she died, and he asked his wife Annabella Millbanke for some hair of their daughter Ada.  As these examples suggest, love and death are inextricably linked to the gifting and exchanging of hair. Whether kept in medallion-style jewels or used, as with Teresa Gamba’s cord, in fine weave and filigree work, hair stands for the beloved person’s body. Serving as a “part standing for the whole”, it has strong symbolic power, which may even be of a magical kind in some cultural contexts and ages.

Given their highly perishable nature, hair artefacts are not easily preserved. For this reason, the Ravenna collection is significant both for a reconstruction of the relationship between Byron and Teresa Gamba, and for its wider historical and anthropological significance. Teresa Gamba’s collection of Byron’s letters and souvenirs will be exhibited in the newly developed Palazzo Guiccioli Museum in Ravenna, where Byron lived. Due to open soon, the Museum will be dedicated to nineteenth-century collections.

Creator: Unknown

Date: 1823 ca

Subject:  Byron, George Gordon, Lord (1788-1824); Gamba Teresa (1798(?)-1873)

 Media:

Image Rights: Istituzione Biblioteca Classense (Ravenna, Italy)

 Object Type: Jewel

Format: gold, enamel, glass, hair

Language: not applicable 

Publisher: Istituzione Biblioteca Classense

Location: Istituzione Biblioteca Classense, via Baccarini 3 Ravenna (Italy)

Digital Collection Record:

Catalogue number: Fondo Cimeli Byroniani, 12

References

Elisabetta Gulli Grigioni, “Il cuore e la treccia”, in Quaderni Arte Letteratura Storia 11 (1995), pp. 127-152.

Iris Origo, The Last Attachment: The Story of Byron and Teresa Guiccioli as Told in Their Unpublished Letters and Other Family Papers (New York: C. Scribner and sons, 1949).

Maria Borgese, L’appassionata di Byron (Milan: Garzanti, 1949).

André Maurois, Don Giovanni o la vita di Byron (Milan: Dall’Oglio, 1953).

 

Title: Medaglione con capelli di George G. Byron

Italian description: Il medaglione, in oro decorato a smalto, contiene una ciocca dei capelli di George G. Byron, scuri, fermati da un cordoncino. Il gioiello fa parte della raccolta di ricordi, lettere e manoscritti di Teresa Gamba Guiccioli, conservata alla Biblioteca Classense di Ravenna, a cui fu donata nel 1949 dagli eredi Gamba.

Donato a Teresa da Byron alla vigilia della partenza per la Grecia, dopo una relazione durata oltre quattro anni, nel luglio 1823, si accompagna ad un medaglione, fatto fare da Byron a Genova prima della partenza, con le ciocche dei due amanti unite e il monogramma di Teresa “TGG”, ad un cordone di capelli di lei intrecciati, nonché ad altri souvenir di capelli del poeta, a volte conservati in involti di carta recanti la sua firma, donati in vari periodi della relazione; l’ultima ciocca venne tagliata dopo la morte in Grecia, che lo colse con il medaglione di lei al collo, appeso al cordone di capelli. La raccolta è accompagnata da biglietti con note autografe di Teresa Gamba.

La preferenza accordata da Byron a questo tipo di ricordo è stata collegata ad ascendenze letterarie. Solo pochi esempi: Shakespeare afferma nel Giulio Cesare che i romani solevano chiedergli un capello in ricordo; nello Jacopo Ortis il protagonista unisce la propria ciocca alla treccia nascostamente donatagli da Teresa. Da non trascurare la treccia di capelli di Lucrezia Borgia donata a Pietro Bembo che egli vide a Milano alla Biblioteca Ambrosiana. Il nostro medaglione rientra comunque nella tipologia dei gioielli “sentimentali”, molto comuni nell’Ottocento, presso tutti gli strati sociali, che la studiosa Elisabetta Gulli Grigioni ha collocato all’interno di un “sentimentalismo tricofilo” appartenente ad un feticismo sociale proprio della mentalità europea, anche di altre epoche. Lo scambio di capelli, entro gioielli o comunque contenitori artistici, lavorati o raccolti e offerti nella loro forma “naturale”, come nel nostro caso, è di carattere prevalentemente sentimentale, di ambito affettivo o erotico, con le inevitabili derive ironiche; permane inoltre come memoria di carattere funerario.

Tutte queste caratteristiche sono presenti nel dono byroniano di capelli. Egli ne fu oggetto nel suo viaggio giovanile in Spagna, come racconta in una lettera alla madre, e soggetto: Andrè Maurois, nella sua biografia di Byron, cita il dono di capelli, a volte in chiave derisoria o ironica, a Lady Frances e Caroline Lamb (a cui aveva donato i capelli di un servo); la sorella Augusta gli mandò i propri nel 1813, e per lei il poeta fece fare due fermagli contenenti i loro capelli intrecciati, formanti le iniziali con le croci sempre presenti nella scrittura amorosa di Byron. A Claire Clairmont, madre della figlia Allegra, mandò i capelli della piccola defunta, e alla moglie Annabella Millbanke richiese quelli della figlia Ada. Il binomio amore e morte pare dunque congiungersi inscindibilmente al dono e allo scambio dei capelli. Custoditi in medaglioni gioiello, oppure utilizzati, come nel caso del cordone di Teresa Gamba, per fini lavori di intreccio e filigrana, a costituire essi stessi dei gioielli, i capelli ,
“ parte per il tutto” del corpo amato, paiono avere un forte potere simbolico, che in alcuni contesti ed epoche fu anche magico.

Ridottissima la conservazione di tali manufatti, peraltro molto deperibili. Per questa ragione la raccolta ravennate acquista particolare interesse storico-antropologico e ai fini della ricostruzione biografica di Byron e Teresa Gamba. La collezione di ricordi e carteggi byroniani di Teresa Gamba verrà esposta nel museo di Palazzo Guiccioli, a Ravenna, in cui soggiornò Byron. Il Museo, di prossima apertura, ospiterà collezioni ottocentesche.

 

 

 

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